martedì 16 settembre 2014

Melanzane fritte con ricotta di pecora per L'Italia nel piatto

Un po' di pausa ogni tanto ci vuole. Il brutto è che dopo si ricomincia e la voglia è pari allo zero!
Buongiorno a tutti!
Ricomincia la scuola, riprende il blog.
A dirla tutta ieri mi sono presa un ulteriore giorno di vacanza (noi mamme fancazziste che non lavoriamo possiamo permettercelo!).
Ho inventato un guasto alla macchina, tanto per non generare del lassismo gratuito nei miei figli e tutti "bloccati" al mare.
Quando sono arrivata in spiaggia ho visto la tristezza negli occhi di coloro che speravano di poter passare un giorno in spiaggia senza bambini cinguettanti  (o, meglio, "scassamarroni", come li definisce mio marito) tra le scatole.
Per contro loro, le belvette, si sono sentiti padroni del bagnasciuga, liberi finalmente di prendersi a pallate di sabbia in santa pace. 
Ultimo bagno anche per me e ora comincia la stagione dei buoni propositi: curare la mente e il corpo..."sè: pare vero"!
Come tutti gli anni, da 39 anni, tra dieci giorni l'euforia e la voglia di cambiamento scaturita dall'estate saranno già scemati...ma basta crederci, no?
Pochissima voglia di riprendere a scrivere, ma anche se non è obbligatorio mi dispiaceva non partecipare al secondo appuntamento dell'Italia nel piatto.
Ho scelto la ricotta, tipica della mia zona.
Formaggio fresco perfetto per queste giornate di fine estate.

Prego notare il lavandino in sottofondo...

Ingredienti:

1 melanzana
pangrattato
2 uova
menta piperita
150 g di ricotta di pecora
sale
olio di semi di girasole per friggere

Tagliare le melanzane in fette abbastanza spesse (50mm circa), spolverizzarle di sale e lasciarle spurgare per una mezzora.
Sbattere le uova. Tritare la menta, tenerne da parte 1 cucchiaino,  ed aggiungerla al pangrattato. 
Scaldare l'olio, facendo attenzione che non fumi.
Asciugare le melanzane con della carta da cucina, passarle nell'uovo e poi nel pangrattato, fare una seconda panatura e friggere fino a doratura.
Nel frattempo lavorare la ricotta con un pizzico di sale. Unirvi la menta tenuta da parte e lavorare ancora con l'aiuto di una forchetta. Servire insieme alle melanzane.




Queste le altre regioni partecipanti:

Trentino-Alto AdigeLago di Tenno, Fiavè e i suoi formaggi

Friuli-Venezia Giulia: Friuli Doc 

Lombardia: Sagra dell'uva a San Colombano al Lambro (MI)



Emilia Romagna:  Crostini con squacquerone di Romagna DOP http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2014/09/crostini-allo-squacquerone-di-romagna.html



Umbria: Tortino di patate e cipolle con fonduta di Pecorino di Norcia   http://amichecucina.blogspot.com/2014/09/tortino-di-patate-e-cipolle-con-fonduta.html


Campania: Focaccia di impasto liquido, con rucola,noci e caciocavallo podolico di Zungoli 

Puglia: Burrata e stracciatella:delizie e specialità pugliesi  http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2014/09/burrata-e-stracciatella-delizie-e.html

Calabria: Spicchi di caciocavallo silano fritte


martedì 2 settembre 2014

Pollo alla romana coi peperoni per L'Italia nel Piatto

Da questo mese farò anch'io parte del gruppo de L'Italia nel piatto, gruppo che ha come scopo quello di promuovere la cucina regionale. Cucina antica che spesso e volentieri è un'ottima base e terreno di studio per altre ricette.
Inauguro la partecipazione con il pollo ai peperoni visto che il tema di questo mese sono piatti con verdura o frutta di fine stagione.
Ho subito pensato a questa ricetta perché dall'anno scorso vivo con sofferenza ( :-) ) la sconfitta subita in una sfida ai fornelli proprio sul pollo ai peperoni con lo zio di mio marito.
Vittoria meritatissima, la sua...grande umiliazione la mia!
Ho studiato in giro e vi propongo la versione della Sora Lella: una goduria!!
Buon appetito (anche se non si dice) e giù di scarpetta! cri


Ingredienti per 6 persone:

1 pollo ruspante
1 Kg di pomodori San Marzano (che non sono quelli in foto!)
2 peperoni rossi
2 peperoni gialli
2 cipolle
olio extra vergine di oliva
sale e pepe



Preparare la salsa di pomodoro. Far imbiondire una cipolla in un filo d'olio extra vergine d'oliva, aggiungervi i pomodori lavati e tagliati in pezzi. Aggiustare di sale e spolverizzare con poco zucchero per eliminare l'acidità del pomodoro. Far andare a fuoco vivace per una mezzora. Passare il tutto al setaccio.
Tagliare in pezzi il pollo e rosolarlo in un filo d'olio extra vergine a fuoco vivace. Salare e pepare.
Aggiungere la salsa di pomodoro e far cuocere per una ventina di minuti con il coperchio a fuoco vivace rigirando il pollo ogni tanto.
In un altro tegame far appassire la cipolla ed aggiungervi i peperoni lavati e tagliati in pezzi. 
Anche in questo caso a fiamma alta, con il coperchio, rigirando ogni tanto fino a quando risulteranno morbidi ma senza che si disfino. Aggiustare di sale e pepe.
Aggiungere i peperoni al pollo e far insaporire il tutto per altri 5 minuti.
Il piatto può esser mangiato tranquillamente il giorno dopo in modo tale che il tutto si amalgami ben bene.



La ricetta è qui...più romana di così!





Con questa ricetta partecipo a L'Italia nel Piatto


Trentino-Alto Adige: Zuppa di finferli  
Friuli-Venezia Giulia: Sarde in Saòr 

mercoledì 13 agosto 2014

Tagliatelle all'aglio con baccalà alla livornese

Le tagliatelle a casa mia non si sono mai fatte, evidentemente non rientrava nelle tradizioni di famiglia.
Il mio primo esperimento da ragazzina fallì miseramente.
Estate, preparai una montagna di tagliatelle ed ebbi la brillante idea di farle asciugare al sole.
Risultato? Una pappa informe, tutta disciolta.
Secondo esperimento.
Penso tra me: " Se al caldo si sciolgono le metto in frigo!"
Stesso risultato e di nuovo tutto da buttare,
Con gli anni sono migliorata, scoprendo che la cosa migliore è farle asciugare all'aria ben stese dentro casa.
Dopo qualche anno di lavoro presso le case delle signore del paese dove vivo ("ero" una fisioterapista), ho scoperto che ognuna ha il suo modo.
Chi le stende sugli schienali delle sedie, chi su delle vecchie reti da materasso, chi riempie la casa di tavole...
Ho scoperto che ognuna ha la "sua" tavola e il proprio matterello e, sugli accessori, non si scherza.
Ho scoperto che c'è chi mette il sale nell'impasto e chi no, chi ci mette l'olio e chi no e chi ci mette l'acqua e chi no...insomma dietro la tagliatella si nascondono gli usi e costumi di ogni casa.
Con gli anni ho riprovato, ma sempre affidandomi alla macchinetta e così per una volta anch'io ho provato l'ebbrezza della stesura.
E quanto è vero: quanto è più buona la tagliatella stesa a mano, irregolare, rugosa e "consistente"!
Visto che la voglia di cucinare è sempre meno mi sono tolta due sfide MTChallenge passate in una botta sola.
E visto che Alessandra suggeriva che il baccalà alla livornese si dovesse "sentire" ho deciso di stroncare i commensali del tutto aggiungendo dell'aglio in polvere all'impasto delle tagliatelle...se po' fa!



Ingredienti (di Ale only kitchen):

220 g di farina 0
2 uova
1 cucchiaino abbondante di aglio in polvere

Fare la fontana con la farina e l'aglio. Rompere e sbattere a parte le uova in un contenitore dopodiché versarle al centro della fontana. Iniziare a sbattere con la forchetta incorporando la farina.
Continuare a lavorare con le mani, aiutandosi con una spatola per raccogliere l'impasto che si attacca al piano di lavoro.
Coprire con una ciotola. Sciacquarsi le mani per togliere eventuali residui e riprendere l'impasto, continuare a lavorare fino ad ottenere un composto liscio al tatto.
Coprire e lasciar riposare affinché la maglia glutinica si rilassi.
Iniziare a stendere con l'aiuto di un matterello. Lavorando l'impasto sempre verso l'esterno facendo attenzione che il tutto abbia lo stesso spessore.
Nel blog di Ale only kitchen è spiegato benissimo.
Arrotolare la sfoglia e con l'aiuto di un coltello tagliare la pasta in modo tale da ottenere le tagliatelle. Farle asciugare per qualche minuto sul piano di lavoro e poi arrotolate, spolverizzare con della farina e lasciar riposare fino alla cottura.



Ingredienti per il baccalà alla livornese ( di Cristina):


1 filetto di baccalà da 500-600 g
2 spicchi d'aglio
300 ml di polpa di pomodoro
prezzemolo
olio extra vergine di oliva
farina per infarinare

Tagliare il baccalà in pezzi, spinarlo, lavarlo, asciugarlo e infarinarlo. Aggiungere dell'olio in una padella e rosolarvi l'aglio sbucciato. Toglierlo per evitare che annerisca e aggiungere il baccalà.  Il mio filetto era già stato spellato: vi suggerisco di ascoltare Cristina e conservare la pelle in modo tale che il baccalà non si disfi in cottura. Far rosolare da entrambe i lati, ricoprire con la polpa di pomodoro, aggiungere gli spicchi d'aglio e cuocere per una ventina di minuti. 
A fine cottura aggiungere del prezzemolo tritato.




Far cuocere le tagliatelle in abbondante acqua salata e condire con il baccalà.


Con questa ricetta partecipo alle MTC E-Saltate

venerdì 8 agosto 2014

Insalata di prugne rosse, noci e parmigiano

Mentre posto questa ricetta sono in montagna e diciamo che avrei proprio voglia di  una bella insalata anche se qui piove e piove e piove!
Il menu non è molto diverso da quello invernale, da 15 gradi sotto zero: canederli, stinco, speck e strudel tanto per non farci mancare nulla...ma la vita è sacrificio e tanto vale sacrificarsi!! :-)
Un'insalata anche per ricordare il secondo volume dell'MTC, Insalata da Tiffany uscito da pochissimo e già con un suo seguito.
Bacio cri

Ingredienti:


prugne rosse
songino 
noci
parmigiano

Per il condimento:

mezzo bicchiere di olio extra vergine di oliva
1 cucchiaino di senape
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaino di aceto balsamico
sale


Con questa ricetta partecipo al GFFD

mercoledì 6 agosto 2014

Gnocchi si semolino con basilico, mozzarella di bufala e pomodoro e... fratelli che partono


I fratelli sono una cosa strana assai.
Sono parte di te, è la loro presenza che ti fa sentire famiglia.
Ognuno poi ha il suo carattere: ci sono fratelli che si sentono 20 volte al giorno e altri che non hanno bisogno di parlarsi.
Muta come sono faccio parte della seconda schiera.
Con loro ho condiviso gioie e dolori, ci sono cresciuta e le distanze che possono essersi create con il passare degli anni sono dovute a vite diverse o forse anche a pudore nell'aver condiviso momenti tristi che non si ha voglia di ricordare.
Poi ci sono "quei momenti", quelli "fichi" in cui ritorni bambino, in cui ridi e parli scoprendo che non è poi cambiato nulla perché sai che chi sta dall'altra parte ti conosce meglio di chiunque altro, è a conoscenza dei tuoi punti di forza e delle tue debolezze.
Si cresce, si cambia e si fanno scelte.
Oggi ho salutato il piccolo, quello che ho sempre presentato come "mio fratello piccolo", che in realtà ha 36 anni e ha deciso di fare il giro per il mondo.
Ora che si è chiusa la porta mi è venuto un gran magone al pensiero delle cose che avrei potuto dirgli e dei momenti "sprecati"...so che è solo un viaggio, ma mi è venuta una gran tristezza.
Spero solo che sia felice, che non si metta nei guai e che abbia il coraggio di tornare senza farsi troppe violenze.
Quasi non ho voglia di postare una ricetta, ma alla fine mi è andata bene perché gli gnocchi alla romana sono un piatto di casa, con cui siamo cresciuti e allora ben vengano!
Buon viaggio cri


Ingredienti (la ricetta originale è dell'Arabafelice):

500 ml di latte intero
125 g di semola
1 tuorlo
50 g di parmigiano
10 g di burro
sale
basilico tritato un mazzetto
100 g di mozzarella di bufala
500 g di pomodori San Marzano
1 spicchio d'aglio
olio extra vergine di oliva

Preparare gli gnocchi. Portare ad ebollizione il latte con un pizzico di sale. Gettarvi la semola a pioggia ed iniziare a mescolare energicamente con un cucchiaio di legno. Abbassare la fiamma. Quando il composto tenderà a staccarsi dalla pentola togliere dal fuoco ed aggiungere il tuorlo, il parmigiano e il burro.
Rovesciare su un tagliere e far raffreddare.
Preparare il sugo. far soffriggere uno spicchio d'aglio con un filo d'olio, aggiungervi i pomodori lavati e tagliati in pezzi. Spolverare con un pizzico di zucchero e uno di sale. Far cuocere per 15 minuti circa.
Passare il sugo al passaverdure per eliminare le pellicine dei pomodori.
Riprendere il semolino, aggiungervi del basilico tritato e con l'aiuto delle mani formare delle sfere in cui andranno introdotti dei pezzetti di mozzarella.
Far gratinare gli gnocchi in forno a 180 °C fino a doratura con del parmigiano reggiano spolverizzato sopra e una noce di burro.
Servire con il pomodoro.


Con questa ricetta partecipo all'MTC E-Saltate

lunedì 4 agosto 2014

Quique di involtini di verza al salmone


Che le donne siano dotate della funzione multitasking è risaputo...la preparazione di questa quique ne è la dimostrazione.
Dopo aver voluto "sfogliare" la verza con le loro piccole manine, i miei mostriciattoli si sono messi a fare i compiti e questa la situazione.
Il grande:  "Mamma? Qual è il pronome soggettivo di questa frase?" (il buio...)
Il medio: "Mamma? Se il topolino fa 9 passi in avanti e 4 indietro quanti passi fa?" (e qui ci arrivo!)
La piccola: "Mamma? Mi aiuti a dipingere con gli acquerelli la balena? ( e qui alle prese con l'avvoltolamento dell'involtino la cosa si fa complicata)
..e di seguito con mille domande...la forbici che si perdono...lo spago che si annoda...la patata che ti ustiona..ma son dettagli!!
Cucinare mi piace, ma da sola è mooolto meglio!
Sto riproponendo le sfide dell'MTC che mi mancano (e sono "na cifra").
Visto che non è stagione di verza ho provato a rendere gli involtini "più estivi" e questo il risultato.
Per la ricetta originale invece tutti da Mapi.
cri


Ingredienti:

1 verza
400 g di filetto di salmone
1 patata grande
1 bicchiere di birra
250 g di panna acida
1 bicchiere di latte
1 uovo
sale
pepe
aneto
olio extra vergine di oliva
1 cucchiaio di aceto 
pepe nero in grani

Per la pasta brisé:

200 g di farina di grano tenero tipo 0
100 g di burro
60 ml di acqua fredda
1 pizzico di sale


Per gli involtini:

Mettere a bollire abbondante acqua con 1 cucchiaio di aceto e qualche grano di pepe nero.
Sbollentare le foglie di verza in acqua bollente per 5 minuti.
Scolarle e abbassare la temperatura in acqua e ghiaccio per mantenere il colore brillante.
Preparare il ripieno. Lessare la patata dopo averla sbucciata.
Privare il filetto della pelle e tagliarlo a in piccoli cubetti. Schiacciare la patata con una forchetta, aggiungervi 3 cucchiai di panna acida, del sale, dell'aneto, un po' di pepe e i pezzetti di salmone. Amalgamare il tutto e con questo ripieno formare degli involtini con le foglie di verza. Involtini che nel mio caso, visto che li ho fatti piuttosto piccoli, ho chiuso con dello spago.
Scaldare un filo d'olio in una casseruola a fondo basso piuttosto capiente e aggiungervi gli involtini, girarli da entrambe i lati e sfumare con  la birra. Continuare la cottura per 20 minuti. Se dovessero asciugarsi aggiungere un goccio d'acqua.

Per la pasta

Fare la fontana con la farina, aggiungervi il burro, il sale e l'acqua fredda. Lavorare fino ad ottenere una palla liscia. far riposare 30 minuti in frigorifero.

Preparazione quique:

Con la pasta rivestire una tortiera, adagiarvi gli involtini. A parte frullare la panna acida rimasta con il latte e l'uovo. Aggiustare di sale e pepe. Versare sugli involtini. In forno a 180 °C per circa 30 minuti. Fino a doratura. Spolverare in superficie dell'aneto.


Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge