venerdì 18 aprile 2014

Sablé allo stilton gluten free

Giornata nera.
 Difficile vedere la persona che ami impotente, stanca, delusa, spaventata e non saper che fare.
La stessa sensazione di quando si vuole proteggere un figlio da un dolore: lo si vorrebbe abbracciare e nascondere...fino a quando sono piccoli ci si riesce..
Lo vedo con mia madre che si affanna per noi tre, adulti, ognuno con le sue rogne...ed io che mi innervosisco proprio perché sono adulta e vorrei non aver bisogno di lei, di nessuno...e mi dispiace perché so che lei prova quello che provo ora nei confronti di mio marito e che proverò ogni volta che vedrò un mio figlio ferito...passerà..come sempre passerà...
Oggi è venerdì Santo...non si dovrebbe pensare al cibo, ma spero che lassù si chiuda un occhio.
Cri



Ingredienti:

110 g di burro a centrifuga (vedi questo post) freddo
130 g di formaggio Stilton
170 g di farina di riso
senape in granuli 1 cucchiaio circa
mandorle a lamelle

Impastare tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo. Formare con l'aiuto delle mani due salsicciotti, arrotolarli sulle mandorle e riporre in frigorifero per una notte.
Accendere il forno a 180 °C.
Riprendere i rotoli, tagliarli dello spessore di mezzo centimetro, disporli su una placca da forno imburrata e farli cuocere per circa 15 minuti.






Con questa ricetta partecipo al contest di Patty e...






mercoledì 16 aprile 2014

Casseruola d'agnello con mandorle e albicocche secche

Sono in fase stracarnivora: non so se è l'aggressività che covo che deve scaricare da qualche parte o è l'aumentato consumo di carne che sta peggiorando la situazione.
Polemica e incazzosa in ogni situazione...forse un tantino esaurita!
Ieri ho dato il meglio nello spogliatoio della piscina dei bambini.
C'era un gruppetto di bambini di circa 9 anni che hanno iniziato prima a menarsi per gioco per poi diventare sempre più violenti...li ho separati e da lì hanno cominciato ad insultarsi: un vaffa, un azzo, un altro vaffa...come si dice a Roma "ho perso la brocca" e li ho minacciati di smettere, che dovevano avere almeno rispetto per me, adulta, e per i miei figli più piccoli, che dovevano ricordarsi sempre di non essere bestie (che in realtà può essere solo un complimento!) ma uomini...è calato il gelo.
Credo che se mio figlio avesse potuto scavare una buca nel linoleum ci si sarebbe ficcato...
Raccontato l'episodio a mio marito mi ha subito ripresa dicendomi che rischio la lite con i genitori: pace!
Fatto sta che oggi il bambino incriminato mi ha salutato con un sorriso a 32 anni...starà affilando la mannaia dietro la schiena?? Notte cri


Ingredienti:

1 kg di spalla d'agnello tagliata in pezzi
200 g di albicocche secche
4 cipollotti freschi
100 g di mandorle più altre tagliate a lamelle
pistilli di zafferano
cannella
200 g di carote tagliate a rondelle e lessate al dente
burro
olio extra vergine di oliva
sale e pepe

Rosolare la carne in una casseruola antiaderente che possa andare in forno (ne ho usato una di ghisa). Quando sarà dorato da tutte le arti aggiungere i cipollotti tagliati a rondelle, la cannella in polvere (a seconda del proprio gusto), una noce di burro e far cuocere a 140°C per 4 ore.
Mezzora prima di sfornare aggiungere le albicocche, le mandorle e le carote lessate velocemente in acqua. Aggiustare di sale e pepe. Uno spettacolo!



Con questa ricetta partecipo al contest di Stefania

lunedì 14 aprile 2014

Polpette di maiale finger food...non proprio per un ricevimento numeroso...

Queste polpette le ho adocchiate un bel po' di tempo fa, quando la mia mamma mi ha fatto dono di questo libretto comprato in Thailandia 
(esser "foodblogger" prevede la possibilità di esser omaggiati di tutto ciò che riguarda il cibo!).
Probabilmente non ho indovinato la dimensione dei noodles che sarebbe meglio fossero stati più piccoli, soprattutto per ottenere un effetto più compatto...ma va bene così: 
sono piaciuti ed è questo quello che conta. 
Ci vuole un pizzico di pazienza...ma "se po' fà", soprattutto se ce l'ho fatta io che nel mentre del momento epico (l'arrotolamento degli spaghetti sulla polpetta) sono stata sottoposta ad un interrogatorio da parte dei figli sul perché tenessi il cane maschio separato dalla femmina in calore...non facile da spiegare a dei bambini piccoli: 
- "Sai: la femmina ha l'uovo e se poi il maschio riesce a salirle sopra dall'uovo esce un cagnolino"....
 - "Mamma: il cane mica fa l'uovo come la gallina!"...
- "Si , lo so (e gli spaghetti che non ci pensavano proprio a stare sulla polpetta!)...ma sto parlando dell'uovo come quello di mamma"...
- "Mamma: ma neanche tu fai l'uovo"...
Uff: che fatica..ne sono uscita indenne anche se probabilmente gli ho lasciato più confusione che altro! Notte cri


Ingredienti (per circa 12 polpette):

40 g di noodles molto sottili
coriandolo fresco
1/2 spicchio d'aglio fresco
pepe
120 g maiale macinato
1 cucchiaio di farina di riso
1 cucchiaino di salsa di soia
olio extra vergine di oliva per friggere

Lasciar riposare in acqua i  noodles per farli ammorbidire.
Tritare finemente il coriandolo ed unirlo insieme al pepe, alla salsa di soia, alla farina di riso e all'aglio tritato alla carne. Amalgamare bene e formare delle piccole polpette. 
Quando i noodles si saranno ben ammorbiditi iniziare ad avvolgerli sulle polpette in questo modo:


Una volta arrotolate friggere per pochi minuti in abbondante olio bollente.

Servire con salsa agropiccante.


Con questa ricetta partecipo al contest di Monique

venerdì 11 aprile 2014

Torta cioccolato e mandorle gluten free

Sembra che il venerdì vada sempre tutto storto...oggi che avevo la ricetta, niente connessione!
 Per fortuna appena rientrato il mio orso peloso l'ho trasformato in tecnico Telecom e ha trovato il modo.
Che rabbia: sto lì a smanettare per due ore, arriva lui sposta due cavi e riparte tutto...
Giornata del cavolo...iniziata con capovolgimento del sacchetto di farina aperto che ha pensato bene di colpire, in sequenza, il pensile della cucina, il ripiano, l'affettatrice, me medesima e il pavimento (tutto questo alle 6:30 del mattino...). 
Quando le giornate iniziano con questi segnali bisognerebbe tenerne conto...infatti di male in peggio!
Meno male che sono riuscita a fare questa torta: uno spettacolo! 
Son sicura che se sapessi fotografare renderebbe molto di più...accontentatevi di questo scatto!
Per Stefania il Gluten Free Friday e il suo contest: due in una botta sola! Notte cri


Ingredienti (dosi per uno stampo da 28 cm. Ricetta presa e rivista da Il Grande libro dei cuochi):

75 g di cioccolato fondente (al 72%)
100 g di mandorle
100 g di confettura di fragole (fatta in casa alla cannella)
4 uova (in totale 200 g)
75 g di burro
50 g di farina di riso
110 g di zucchero
1 cucchiaino di lievito
mezzo cucchiaino di zenzero in polvere
mezza tazzina di caffè
mandorle a lamelle

Per la glassa:

90 g di cioccolato fondente (sempre al 72%)
90 g di burro
confettura di albicocche

Accendere il forno a 180°C.
Far sciogliere il cioccolato a bagnomaria e aggiungervi il burro. Girare fino a quando quest'ultimo non si sarà sciolto e far intiepidire. Sbattere le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto bello spumoso, aggiungervi il caffè e il cioccolato fuso.
A parte passare al mixer le mandorle con la farina di riso, il lievito e lo zenzero.
Aggiungere lentamente la miscela di farina alle uova. 
Versare il composto in uno stampo imburrato e infornare a 180°C per circa 40 minuti.
Lasciar raffreddare.
Preparare la glassa. Sciogliere il cioccolato a bagnomaria ed aggiungervi il burro, far amalgamare bene e lasciar riposare per qualche minuto.
Estrarre il dolce dallo stampo, fare due tagli in orizzontale e spennellare ciascuna parte con la confettura. Ricomporre la torta e spennellare la superficie con la confettura di albicocche. 
Versarvi la glassa.




Con questa ricetta partecipo al contest di Stefania...





mercoledì 9 aprile 2014

Timballo di maccheroni con pasta frolla...ma i maccheroni quali sono?

Per il contest di Maddalena mi è venuto in mente il timballo di pasta frolla ripieno di maccheroni che faceva la mia nonna...l'ho sempre amato!
E' uno di quei piatti che mi piace definire "femminili", perché spesso gli uomini non gradiscono: quando si tratta di abbinamenti bizzari i nasi si storcono...ma poco male: ne resta di più!
Per prepararlo servivano i maccheroni e qui mi si è aperto un mondo.
Mi sono posizionata nel reparto pasta di un grosso supermercato e ho iniziato la ricerca...nulla!
Allora ho cominciato a chiedere alle varie signore che passavano quale fosse la pasta che potesse sostituirli meglio: ognuno mi ha detto la sua!
Ho sempre creduto che i maccheroni fossero questi (quelli che ho usato nella ricetta):

Foto presa da Wikipedia

In realtà molte delle signore interrogate mi hanno indicato un qualcosa simile a questi:

Foto presa da qui

Secondo voi?

Visto che per me questo è il mese del quinto quarto, propongo il timballo con un ragù di gracili e creste di pollo, ma in realtà può esser tranquillamente preparato con un ragù normale.
Buona notte cri


Ingredienti per la pasta frolla (per una teglia da 20 cm):

250 g di farina di grano tenero 0
125 g di zucchero
125 g di burro a temperatura ambiente
3 tuorli
1 pizzico di sale

Per il ripieno:

300 g di maccheroni
250 g misto di fegatini, gracili e creste
500 ml di passata di pomodoro
1 carota
1 costa di sedano
1 cipolla
olio extra vergine di oliva
vino rosso
100 g pisellini sgranati e lessati
100 g di mozzarella tagliata a cubetti
parmigiano reggiano

Preparare la posta frolla. Fare la fontana con la farina, aggiungere lo zucchero, il burro tagliato a pezzetti, i tuorli e il sale. Impastare fino ad ottenere una palla liscia. Lasciar riposare in frigorifero per circa 30 minuti.
Per il ragù.
Soffriggere la cipolla, la carota e la costa di sedano tritati in un filo d'olio extra vergine. Aggiungere il misto di pollo tagliato grossolanamente al coltello. Far rosolare. Sfumare col vino rosso e, una volta evaporato, aggiungere la passata di pomodoro. Aggiustare di sale e pepe e far sobbollire a fuoco minimo per circa 1 ora e mezza.
Accendere il forno a 180 °C.
Riprendere la pasta. Imburrare una teglia, stendervi metà della pasta foderando anche i bordi.
Cuocere i maccheroni al dente e condirli con il ragù, aggiungervi i pisellini e condire con la mozzarella e un pugno di parmigiano reggiano.
Versarli all'interno della teglia sulla pasta frolla. Ricoprire con un disco di pasta e sigillare bene i bordi.
Cuocere a 180°C per circa 40 minuti, o fino a doratura.



Con questa ricetta partecipo al contest di Maddalena

sabato 5 aprile 2014

Carne, pesce, tradizione, innovazione: datemi tutto...son di bocca buona all'MTC d'aprile arriva il quinto quarto!!




LO SENTOOO...AIUTO!
Lo stesso odio che avrei provato io so fossi stata dall'altra parte...lo sento tutto e chiedo venia!
Ho provato a perorare la vostra causa, ma ormai ho la nomea da quinto quartista e non c'è stato nulla da fare...o meglio: non sono stata proprio presa in considerazione!
Alessandra, nel primo messaggio del 28 sera: "quinto quarto"...neanche un "brava, ciao, come stai"!
Ho provato a rilanciare con un'altra ricetta: "Ma nooooo: lo sanno fare tutti!"
Alla fine non posso neanche lamentarmi più di tanto visto che il mio primo MTC son stati i pici con le animelle e i carciofi e che il blog è iniziato in concomitanza del contest di Cristina e Sabrina a cui ho partecipato con un certo entusiasmo...insomma: un po' me la sono cercata!
Ok, mi arrendo, e poi diciamo che siamo state coccolate tutte/tutti fin troppo da Fabiana (che riempirei di ex voto, di abbracci e avvitamenti carpiati) ed è giusto soffrire un po'!
Spero solo di avere le spalle abbastanza grandi...
Dico altri due minuti la mia e poi vi lascio imprecare in pace.
La vera cucina per me è arte, sperimentazione, creatività e tanto saper fare.
La cottura del quinto quarto racchiude tutto questo. Penso alle donne, alle mogli degli scortichini o dei vaccinari, che invece di ricevere una vera busta paga si ritrovavano con involti zeppi di orecchie, code, musetti, intestini e zampetti…voi cosa avreste fatto? Fossi stata al posto loro probabilmente avrei lanciato un urlo e gettato tutto in faccia al consorte! Fortunatamente necessità fa virtù e quelli che potevano essere considerati scarti si trasformarono in piatti articolati e apprezzati. Ricette in cui si ritrovano tante storie, tanti vissuti, ricette che racchiudono la magia della mia città, città abituata ad accogliere e a rubare il meglio da chi vi transita.
Il quinto quarto per me racchiude tutto questo: la sapienza femminile nella capacità di rendere appetitoso ciò che viene considerato scarto, rispetto (e qui verrà giù il mondo) per l'animale: nel momento in cui decido di cibarmene non butto via nulla, lo spezzare la catena che ci porta a mangiare sempre le stesse cose...fino a 40 anni fa i "5 pezzettini" (un cartoccio di fritto quintoquartista) veniva mangiato dai bambini prima di andare a scuola...
Cercate di vedere il tutto in una prospettiva diversa...insegnatemi che ho tanto da imparare e cercate di divertirvi! 
La cosa strana è che, pur amando mangiare questi piatti (e c'è chi lo sa!), nel momento stesso in cui mi ritrovo a cucinarli non riesco più a sedermi a tavola...quindi confido in voi: fatemi sedere alle vostre tavole e rendetemi felice!
Cri

Si può giocare....


Vellutata di fave con orecchie di maiale fritte (libera interpretazione di una ricetta di Fergus Henderson)


250 g di fave fresche sgranate
2 cipollotti freschi
olio extra vergine di oliva
1 patata (circa 150 g)
brodo vegetale (preparato con cipolla, carota, sedano)
200 ml di panna liquida
2 orecchie di maiale
1 bicchire di latte
1/2 stecca di cannella
farina
sale
cumino


Per le orecchie.
Lavarle bene e farle cuocere in acqua con la stecca di cannella per circa un paio d'ore. Scolarle e lasciarle raffreddare. Metterle in frigorifero e lasciarle asciugare per tutta la notte. Il giorno dopo riprenderle, tamponarle con della carta assorbente, tagliarle a striscioline, passarle nel latte e poi nella farina a cui avrete aggiunto del cumino in polvere (a piacere). Infilzarle in uno stuzzicadenti. 
Portare a temperatura l'olio extra vergine e friggerle fino a doratura.


Preparare la vellutata. 
Far appassire i cipollotti lavati e tagliati in rondelle con 3 cucchiai di olio, aggiungere le fave e far insaporire. Sbucciare la patata e tagliarla a cubetti e aggiungerla alle verdure. 
Ricoprire con il brodo (circa 1 litro) e far cuocere per 30-40 minuti.
Passare al mixer, aggiungere la panna e far addensare per qualche minuto sul fuoco.
Servire la vellutata con le orecchie.
P.S. Per dire: i miei figli saranno strani, ma le hanno mangiate per merenda.

...o si può restare nella tradizione...


Coda alla vaccinara

800 g di coda di vitellone tagliata all’altezza delle vertebre
700 g di guancia
1 cipolla
1 carota
1 spicchio d’aglio
prezzemolo
50 g di burro (o strutto)
4 costole di sedano (non abbondo perché non lo amo, ma si può aumentare)
800 g di pomodori pelati
1 bicchiere di vino rosso secco
un pugno di pinoli
un pugno di uvetta sultanina
1 cucchiaio di cacao amaro
sale e pepe

Risciacquare la coda e la guancia, che avrete preventivamente ritagliato in pezzettoni. 
Portare ad ebollizione dell’acqua salata, tuffarvi i pezzi di carne e far cuocere per un’ora.
Scolare e mettere da parte. In un’ampia pirofila, a fondo spesso per tenere meglio la cottura, fare un soffritto col burro e gli odori tritati (escluso il sedano).
Aggiungere la carne e far rosolare a fuoco vivo. Aggiustare di sale e pepe. Sfumare col vino ed aggiungere i pomodori. Abbassare la fiamma, coprire e far cuocere lentamente per 4 ore, mescolando ogni tanto per evitare che il fondo attacchi. Eventualmente aggiungere qualche cucchiaio d’acqua calda.
Pulire le coste di sedano, tagliarle in piccoli pezzi ed unirle alla carne.
Proseguire la cottura ancora per mezzora. Completare con l’uvetta ammollata, i pinoli e il cacao.








domenica 30 marzo 2014

Crusty Dinner Rolls

Scoprire che la raccolta di SandraBarbara questo mese è ospitata da Patti e non partecipare non è cosa possibile...vado a spulciare nelle foto: solo due pani, uno alle castagne e questi panini di Paul Hollywood che faccio spesso per la semplicità e il risultato...ricordano un po' i panini di Heidi...
Li aggiungo alla raccolta e mando un abbraccio a Patti con cui ho in sospeso una telefonata da circa 6 mesi....ma non mi sembra mai il momento giusto per chiamare: prima o poi ce la farò! 
Bacio cri


Ingredienti:

500 g di farina "forte" + la quantità necessaria per la superficie di lavoro
10 g di sale
10 g di lievito di birra in granuli
20 g di burro
320 ml di acqua 
olio extra vergine di oliva per ungere

Inserire farina, lievito, sale (lontano dal lievito) e burro nel boccale della planetaria. Aggiungere metà dose di acqua ed iniziare a lavorare col gancio a velocità bassa. Quando l'impasto inizia a prendere consistenza aggiungere lentamente l'acqua rimasta. Quando sarà stata tutta incorporata dall'impasto continuare a lavorare a velocità media per altri 5 minuti. Ottenere un impasto morbido ed elastico.
Trasferire in una ciotola di vetro leggermente unta, coprire con un sacchetto di plastica e lasciar lievitare fino al raddoppio. 
Riprendere l'impasto e farlo cadere su una superficie leggermente infarinata, lavorarlo affinché fuoriesca tutta l'aria e dividerlo in 12 pezzi. Ottenere 12 panini tondi aiutandosi con le mani, posizionarli in una teglia leggermente unta e richiudere il tutto all'interno di un sacchetto di plastica. 
Lasciar lievitare per circa un'ora. 
Accendere il forno a 220 ° C.
Infarinare la superficie dei panini (in questo caso non l'avevo fatto) e praticare un taglio a croce con una lametta (in questo caso avevo utilizzato delle forbici...si nota dalla forma!).
In forno per 15-20 minuti.



Con questa ricetta partecipo alla raccolta Panissimo di Barbara e Sandra ospitata questo mese da Patti.