giovedì 30 ottobre 2014

Zucca alla scapece con crocchette di baccalà

"Scapece".
"Non un piatto tipico, ma un metodo di conservazione trasversale alla nostra Penisola" (Cit. AIFB)
Per anni mangi un qualcosa senza sapere cosa vi è dietro, piatti che si trovano normalmente sulle nostre tavole e che rendono la cucina italiana qualcosa di unico.
Sono contenta sia stato scelto questo argomento per I Magnifici 6: ho avuto modo di approfondire un tema a me sconosciuto.
Non è un gran piatto, nel senso che non è super elaborato, ma mi ha dato molta soddisfazione: un modo nuovo per mangiare la zucca.



Per la zucca alla scapece

200 g di zucca decorticata
latte e farina q.b.
2 spicchi d'aglio
4 foglie di alloro
1/2 bicchiere di olio extra vergine di oliva
1/2 bicchiere di aceto bianco
1 cucchiaio di zucchero
1/2 bicchiere di vino bianco secco
olio di oliva per friggere
sale e pepe in grani

Tagliare la zucca con la mandolina o con le lame del mixer in fettine sottili. 
Passarle nel latte e poi nella farina. Scuoterle bene per far cadere la farina in eccesso e friggerle in abbondante olio.
Appena si doreranno, toglierle dall'olio e lasciarle riposare per pochi minuti su della carta assorbente.
Disporre le fettine di zucca in un recipiente in modo tale che, una volta pieno, possano star compatte.
Su ogni strato spargere gli spicchi d'aglio schiacciati, le foglie d'alloro spezzettate, i grani di pepe e del sale.
Cospargere il tutto con un emulsione di olio, aceto, zucchero e vino.
Lasciar riposare due giorni.


Per le crocchette di baccalà

500 g di baccalà
1 carota
1 cipolla
2 foglie di alloro
pepe in grani
2 uova
prezzemolo tritato
pangrattato
1 spicchio d'0aglio
olio d'oliva per friggere

Portare a bollore dell'acqua con la cipolla e la carota tagliate in pezzettoni, il pepe in grani e l'alloro.
Aggiungere il baccalà, far riprendere il bollore e far lessare per 10 minuti.
Spegnere il fuoco e lasciar riposare il baccalà nell'acqua di cottura per due ore.
Toglierlo dall'acqua, sminuzzarlo con le dita (togliendo le eventuali spine), aggiungere un ciuffo di prezzemolo lavato e tritato, le uova, l'aglio schiacciato e del pangrattato in modo tale da ottenere un composto da cui possano essere ricavate delle polpette.
Passare le polpette nel pangrattato e friggere in abbondante olio bollente.

Servire la zucca tagliata a listarelle assieme al baccalà.


Con questa ricetta partecipo al contest I Magnifici 6 organizzato dall'AIFB

mercoledì 29 ottobre 2014

Timballo di piccioni

Il timballo di casa Girotti è famoso. 
Come lo faceva nonna non lo fa nessuno; zia Mariuccia si è dimostrata degna erede della ricetta mantenendo il segreto gelosamente.
La sottoscritta cerca di seguire le orme, arrancando alla ricerca della ricetta perfetta ché ovviamente mica ci sono ingredienti ben specifici...si va ad occhio, il famoso q.b., quell'occhio a cui sto cercando di riallenarmi, perché quando cucino "ad occhio" cucino di sicuro meglio.
Questa versione è la mia, nonna e parentume non c'entrano nulla.
Ho deciso di provare con un ragù di piccione: animale affrontato una volta sola.
Una di quelle cose che prima tutti mangiavano, ora tutti schifano, ma che sta diventando cibo da buongustai.
Ha una carne rossa, "corposa", saporita: è veramente un peccato non valorizzarlo.
Questa volta ho tentato l'esperimento del video per tentare di spiegare il disossamento: un risultato alquanto inquietante, ma son gli inizi...chiedo venia! (come per le foto: la macchina è deceduta e per ora non se ne parla)



Ingredienti per la pasta frolla:

450 g di farina di grano tenero 0
225 g di burro a temperatura ambiente
225 g di zucchero
3 rossi d'uovo
1 pizzico di sale
cannella

Fare la fontana con la farina, nel buco centrale mettere il burro in pezzi, lo zucchero, i tuorli, il sale e la cannella.
Quanta cannella? Ecco questa è una di quelle cose che è difficile specificare. Diciamo " a sentore": se è troppo vi rovinerà il timballo, se troppo poca non si sentirà. Il risultato si ottiene quando chi mangia vi chiederà: "Ma per caso hai messo della cannella?". Quel "per caso" vi farà capire che avete messo la giusta quantità!
Lavorare gli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio. Coprire e far riposare in frigorifero.

Per il ripieno.

2 piccioni 
2 cipolle dorate
1 piccola costa di sedano
2 carote
1/2 porro
2 chiodi di garofano
2 cm di stecca di cannella
1 bacca di pepe Sichuan
2 bacche di cardamomo
125 g di funghi porcini secchi
sale
pepe
olio extra vergine di oliva

Per la vellutata al brodo di piccione:

100 ml di panna
30 g di burro
30 g di farina
sale
pepe

400 g di penne ricce

Disossare i piccioni come vi faccio vedere in questo splendido video!




In una pentola abbastanza profonda disporre una dadolata grossolana preparata con una carota, una costa di sedano, una cipolla in cui avrete infilato i chiodi di garofano, la cannella, il pepe, il porro e il cardamomo. Salare. Portare ad ebollizione ed aggiungere le carcasse di piccione, abbassare la fiamma al minimo, schiumare ogni tanto e far cuocere per circa 2 ore.


Filtrare il brodo e serbare in caldo.

Far ammorbidire i funghi in acqua.
In un tegame far soffriggere leggermente la carota e la cipolla rimaste tritate finemente. Aggiungere i funghi tagliati sottilmente e i petti dei piccioni. Far cuocere a fuoco vivace per far rosolare la carne. Quando sarà ben sigillata aggiungere 2 mestoli di brodo, coprire e continuare la cottura per circa 40 minuti.
Una volta cotti trasferirli su un tagliere e sminuzzarli con il coltello, rimettere nella pentola con il fondo di cottura.


Per la salsa.

Preparare un roux con il burro e la farina, aggiungere 250 ml di brodo lentamente fino ad ottenere una vellutata, aggiungere la panna, aggiustare di sale e pepe, far addensare leggermente e spegnere il fuoco.

Preparazione del timballo.

Accendere il forno a 180°.
Riprendere la pasta frolla, stenderla con il matterello su una superficie infarinata e rivestirvi uno stampo a cernia imburrato da 24 cm.
Portare ad ebollizione abbondante acqua. Quando bolle gettarvi del sale grosso e far cuocere le eliche molto al dente (ho calcolato 4 minuti meno del tempo di cottura previsto). Scolare e condire con i piccioni, il loro fondo di cottura e la salsa.
Assaggiare per vedere se è il caso o meno di salare (deve essere tutto perfetto, gli aggiustamenti in questo caso sono difficili, visto che viene richiuso tutto in crosta).
Ricoprire la superficie con la pasta frolla rimasta ed infornare per circa 40 minuti, fino a doratura.
Far raffreddare qualche minuto prima di servire.


La fetta fotografata di nascosto!

Ovviamente l'ho servito in incognita ed è stato molto apprezzato...se avessi detto che dentro c'era il piccione sicuramente non avrebbe riscosso lo stesso successo!


Con questa ricetta partecipo al contest "I magnifici 6"




lunedì 27 ottobre 2014

Lasagna al ragù di coniglio e nocciole e la "Lasagna" per l'MTC 42

Su due cose vado d'accordo con Sabrina: la schiettezza e l'amore per il quinto quarto.
Qui di quinto quarto non ce n'è (a parte un microfegato), di schiettezza tanta: 
"beccate sta ricetta senza post che so stanca"...e immagino anche te!!


Ingredienti.

Per la sfoglia

130 g di nocciole ridotte in polvere
270 g di farina di grano tenero 0
3 uova

Per il ragù di coniglio

1 coniglio
2 carote 
2 cipolle
2 foglie di alloro
3 chiodi di garofano
1/2 l di vino rosso
2 spicchi d'aglio
origano fresco
rosmarino fresco
timo selvatico (raccolto in montagna quest'estate)
farina per infarinare
olio extra vergine di oliva
70 g nocciole tritate
sale e pepe

Per la salsa al parmigiano

250 ml di brodo di coniglio 
60 g di burro
60 g di farina
200 ml di panna da montare
500 ml di latte intero
50 g di parmigiano grattugiato
sale
pepe

Per la sfoglia



Fare la fontana con la farina e la farina di nocciole, rompere a parte le uova in una ciotola e sbatterle leggermente con una forchetta. Metterle al centro della fontana, iniziare a lavorare con la forchetta e poi passare alle mani fino ad ottenere un composto liscio e compatto. Lasciar riposare coperto per una mezzora. Stendere su un ripiano di legno cercando di utilizzare meno farina possibile...stendere e stendere fino a quando l'altezza non vi soddisfa.
Con un coltello tagliare dei rettangoli.
Mettere a bollire dell'acqua salandola leggermente, tuffarvi i rettangoli di sfoglia. Quando tornano in superficie trasferirli in una ciotola di acqua gelata (acqua in cui avrete fatto sciogliere dei cubetti di ghiaccio) e poi a scolare in uno scolapasta.

Per il ragù di coniglio

Dividere in pezzi un coniglio. Sciacquarlo sotto l'acqua corrente, metterlo in una ciotola e ricoprirlo con gli odori tagliati in pezzi: 1 cipolla, 1 carota, 1 spicchio d'aglio, 2 foglie di alloro, 3 chiodi di garofano, timo selvatico, origano fresco e rosmarino.
Coprirlo con mezzo litro di vino rosso e lasciarlo in pace in frigorifero per tutta la notte.
Il giorno dopo riprendere i pezzi, tamponarli, passarli nella farina e farli rosolare a fuoco vivace in un filo di olio extra vergine di oliva. Conservare la marinata.
In un tegame a parte fare un soffritto con la cipolla, la carota e lo spicchio d'aglio rimasti tritati grossolanamente.
Aggiungere i pezzi di coniglio rosolati al soffritto, aggiustare di sale e pepe e bagnare con parte della marinata rimasta. Coprire e far cuocere per una mezzora.
Riprendere la carne, privarla delle ossa e passarla al coltello in modo tale da ottenere un ragù a pezzettoni.


Per la salsa al parmigiano

Portare a bollore il brodo di coniglio. Preparare un roux con il burro e la farina. Aggiungere gradatamente il brodo al roux continuando a girare con una frusta cercando di evitare la formazione di grumi.
Aggiungere la panna e il latte scaldati e continuare a girare. Poco alla volta la salsa andrà addensandosi. Aggiungere il parmigiano ed aggiustare di sale e pepe.


Comporre la lasagna

Tritare le nocciole.
Su una teglia rettangolare, con l'aiuto di un mestolo, mettere un po' di salsa. Fare uno strato di sfoglia, sopra mettervi del coniglio, qualche cucchiaiata del sugo di cottura,  delle nocciole tritate e della salsa. Continuare così fino al termine degli ingredienti.
Lasciar cuocere in forno a 180°C per circa 40 minuti.




LA LASAGNA (LA RICETTA E' DA SABRINA)

Prove iconografiche della sua realizzazione





Con questa ricetta partecipo all'MTC 42

domenica 26 ottobre 2014

Tiramisù sponge cake per il Re-cake di ottobre

Ne ho saltati parecchi di mesi, ma non per cattiveria: tutti i dolci che avete proposto mi piacciono "na cifra", ma sono dolci da "festa", di quelli che non posso fare per la colazione o la merenda...non che lo vieti nessuno, ma alla fine me li mangio io e metter su chili ogni mese gratuitamente "nun se po' fà".
Questa volta non ho resistito...e alla fine non mangerò neanche la torta, visto che la porta mio marito ad un pranzo dove non posso andare. Rosico?? Di più...ma va bene così.
E questo a giustificazione anche dell'assenza della foto con fetta....sempre che mio marito non si sacrifichi e rubi uno scatto di corsa!
Nessuna variante, eccetto l'assenza del liquore al caffè vista la presenza di minori rompiballe! Vi ricordate quando da piccoli si mangiava lo zabaione e la zuppa inglese senza problemi? 
Com'è che non siamo diventati alcolisti? Boh!! Ricordo anche dei simpatici scherzetti in cui gli adulti ci davano grappa mascherandola da acqua...siamo sopravvissuti, ma ora si sta più attenti!
Ho provato a fare per la prima volta in vita mia i savoiardi: sono facili, posso fare di meglio, ma per questa volta vanno bene così!




Tiramisù sponge cake (http://www.callmecupcake.se, la ricetta l'ho quasi "rubata" ad Elisa)


Sponge cake:
3 uova
225 g zucchero
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
200 g farina 0
1/2 cucchiaino di lievito per dolci 
1 dl latte
50 g  burro

Sciroppo al caffè:
2 dl caffè forte
20 g zucchero (anche io)

Crema al mascarpone:
250 g  mascarpone
2 dl  panna
4 tuorli d'uovo
90 g zucchero
4 chiare d'uovo
2 cucchiaini  vaniglia

Guarnizione:
Cacao in polvere
100 gr di codette di cioccolato
200 gr circa di savoiardi (a breve ricetta)


Sponge cake
Riscaldare il forno a 175°. Imburrare ed infarinare una teglia di 20 cm circa (ne ho usata un a rettangolare). Lavorare le uova con lo zucchero finché non saranno chiare e spumose. 
Riscaldare il latte ed il burro in un pentolino fino a quando il burro non si scioglierà. Far intiepidire e poi aggiungere gradualmente alle uova con lo zucchero.
Mescolare la farina con il lievito ed aggiungerla al composto.Versare tutto nella tortiera. 
Mettere la tortiera nella parte più bassa del forno e far cuocere per 45 minuti (prova dello stecchino). 
Far raffreddare per 15 minuti. Rigirare la torta su di un foglio di cartaforno, far raffreddare totalmente e tagliare in tre strati la base.

Sciroppo al caffè
Preparare il caffè (2 dl circa - una moca da 4), aggiungere lo zucchero, girare e far raffreddare.

Crema al mascarpone
Sbattere i rossi con lo zucchero a bagnomaria finché il composto non si "ispessisce". Togliere dal fuoco e far freddare.
In una ciotola montare le chiare ed in un'altra la panna.
Unire il mascarpone ai rossi, la panna, la vaniglia e pian piano aggiungere anche gli albumi montati a neve. Lasciare riposare in frigorifero..

Assemblaggio
Bagnare le fette di torta tagliate con lo sciroppo al caffè. Farcire gli strati con la crema al mascarpone, decorare i lati con i savoiardi. Lasciar riposare 4 ore in frigorifero (io tutta la notte). Al momento di servire cospargere la superficie della torta con i riccioli di cioccolato e il cacao amaro.




Con questa torta partecipo al Re-cake di ottobre

giovedì 23 ottobre 2014

Panini tartaruga agli spinaci con hamburger di salmone

Visto che giornalmente sfamo tre belve dai 5 ai 9 anni non potevo non partecipare alla categoria Special Kids del contest Colesterolo "cattivo"? No grazie dell'Azienda Universitaria Federico II.
Ogni tanto mi soffermo a pensare a quanto sia cambiata l'alimentazione rispetto a quando ero piccola.
Ricordo che noi mangiavamo sia a pranzo che a cena primo, secondo e contorno...anzi sul contorno si scarseggiava: tanto c'era il pomodoro! Pomodoro ovunque: le odiate fettine alla pizzaiola mi hanno perseguitato per anni.
Si mangiava tanto, ma probabilmente meglio. Le bibite gassate erano una vera e propria rarità, come la Nutella e i vari biscotti e merendine confezionati.
Ricordo che le rare volte che andavo a dormire da amici che facevano la colazione a base di Buondì ero la ragazzina più felice della terra...ricordo anche da adolescente delle competizioni a tema: del tipo chi riesce ad ingoiare più Buondì interi senza fermarsi....
Da madre cerco di stare ancora più attenta. 
Cerco di ridurre il consumo di carne (anche se con un marito carnivoro è durissima), travesto i legumi in ogni modo possibile pur di farli mangiare, niente schifezze. L'unica cosa che ho mutato rispetto ai miei genitori è il non costringerli a mangiare tutto...preferisco buttare, o meglio dare ai cani, piuttosto che vederli ingoiare a fatica.
Gli hamburger che propongo oggi sono facili e appetibili per qualsiasi bambino.


Ingredienti.

Per i panini agli spinaci.

450 g di farina 0
200 ml di latte intero
4 g di lievito di birra liofilizzato
20 g di olio extra vergine di oliva
50 g di spinaci lessati e tritati
10 g di sale
chiodi di garofano per fare gli occhi

Sciogliere il lievito nel latte con lo zucchero. Aggiungere la farina, l'olio, gli spinaci lessati e il sale. 
Lavorare il composto su un piano fino a formare un impasto ben omogeneo. 
Lasciar riposare in una terrina coperto con pellicola fino al raddoppio.
Non avendo usato grandi quantità di lievito forse ci vorrà più tempo, ma piano piano lieviterà!
Riprendere l'impasto. Ottenere delle sfere da circa 75 g. Con altri pezzetti di pasta, che andranno attaccati alla sfera centrale, andate a formare la testa, le zampe e la coda di una tartaruga. Per ottenere gli occhi utilizzare dei chiodi di garofano. Lasciarle riposare su una teglia rivestita da carta forno per un'ora circa.
Infornare a 200° per 13-15 minuti.



Per gli hamburger di salmone.

500 g di salmone fresco
1 uovo
mollica di 4 fette di pane raffermo
prezzemolo
sale
scorza di limone
pan grattato
olio extra vergine di oliva per la cottura

Tritare il prezzemolo con la mezzaluna. Tritare il salmone nel mixer, aggiungervi l'uovo, il prezzemolo, la scorza di limone grattugiata e la mollica del pane (se fosse troppo dura ammollare per qualche minuto in acqua e strizzarla prima di usarla). Aggiustare di sale.
Con il composto formare degli hamburger e ripassarli nel pangrattato.
Cuocerli in una padella antiaderente con un filo d'olio extra vergine di oliva da entrambe i lati.



Completare l'hamburger con delle foglie di lattuga e dei pomodori. Noi l'abbiamo mangiati senza salse di accompagnamento, eventualmente si possono fare della maionese o del ketchup casalinghi.

con questa ricetta partecipo al contest dell'Azienda Universitaria Federico II di Napoli

mercoledì 22 ottobre 2014

Biscotti ripieni alle mele di Vefa

Lo Starbooks mi incuriosisce sempre, ma ho già manifestato la mia difficoltà nel seguire diligentemente le ricette...se una cosa non mi quadra o, meglio, se non ho gli ingredienti che servono vado di testa mia...e diciamo che succede quasi sempre, non c'è lista che tenga, soprattutto se la lista viene immancabilmente lasciata a casa o in macchina.
Questa volta mi ci sono messa di impegno.



Ingredienti:

Per l'impasto.
400 g di farina
2 cucchiaini di lievito per dolci
225 g di burro di frigorifero
4-5 cucchiai di yogurt naturale
burro, per imburrare
zucchero a velo, per spolverizzare

Per il ripieno.
4 mele grandi, sbucciate e grattugiate grossolanamente (nel mio caso delle Royal Gala)
2 cucchiai di succo di limone appena spremuto
4 cucchiai di zucchero semolato extrafine
1/2 cucchiaino di cannella, più la cannella per spolverizzare
1/2 cucchiaino di chiodi di garofano in povere
1/2 cucchiaino di noce moscata appena grattugiata
120 g di gherigli di noce tritati grossolanamente


Setacciare la farina e il lievito in una ciotola capiente, unire il burro e lavorare con le punta delle dita fino a che non si formano delle grosse briciole. Aggiungere lo yogurt e mescolare delicatamente fino a quando l'impasto non diventa friabile (qui secondo me c'è stato un errore di traduzione o sono ignorante io ed esistono impasti crudi friabili?).
Raccogliere l'impasto dalle pareti e lavorare il tutto fino a formare una palla. Coprire e riporre in frigo per 30 minuti (qui ormai da quando ho letto il post di Alessandra mi scatta il blocco del frigo: va messa in frigo o la stendo e la metto dopo? In questo caso la metto in frigo!)
Preparare il ripieno.
Mettere le mele, il succo di limone e lo zucchero in una padella e rimestare a fuoco basso fino a quando non sarà evaporato tutto il liquido. Togliere dal fuoco ed unire le spezie e le noci (pur amando molto le spezie ho trovato che 1/2 cucchiaino di chiodi di garofano sia un po' troppo, ma c'è da dire che non avendo trovato la polvere ho passato al mortaio i fiori secchi...forse la polvere ha un sapore più delicato?).
Accendere il forno a 180° e imburrare due placche da forno.
Riprendere l'impasto, dividerlo in 30 pezzi, formare delle palline e premere il centro di ciascuna per formare una cavità. Riempire con un cucchiaino di ripieno, richiudervi sopra l'impasto, appiattire leggermente le palline e disporle sulla teglia, con la chiusura rivolta verso il basso (e qui ho sbagliato: ho avuto difficoltà a procedere nel modo descritto, le ho chiuse come fagottini e le ho cotte con l'apertura verso l'alto).
Informare per circa 35 minuti, fino a doratura. Farli raffreddare e spolverizzarli con zucchero a velo e cannella.



Che ne penso. Vefa non mi ha mai deluso sul salato, questa è la prima ricetta dolce che provo e non mi ha convinto. Non mi è piaciuto l'accostamento della pasta, molto simile ad una brisé, con il ripieno per me troppo speziato ed anche acidulo. Forse ho scelto delle mele sbagliate, ma il sapore non mi ha conquistato.
In più trovo che porzionandola in 30 pezzi la pasta resti troppo spessa: vengon fuori delle bombette alle mele piuttosto che dei biscotti. A questo punto sarei curiosa li provasse a fare qualcun altro...anzi ora vado in rete a cercare! Ok ho appena scoperto che li ha fatti Patty!! Con un giudizio del tutto dissimile: a questo punto o mi sono venuti male o abbiamo gusti diversi!!! Propendo più per la prima, visto che la sua pasta è stesa in maniera molto più sottile...insomma i miei in confronto sono dei piccoli mappazzoni!! Ma visto che il post l'ho scritto ve li beccate uguale!


Con questa ricetta partecipo al Redone di ottobre

martedì 21 ottobre 2014

Pane in cocotte alle castagne con uvetta, pinoli e olio ramerino

Oggi posto e basta che ho il cervello stanco da discussioni infinite.
Il fatto è che il mio vero sogno sarebbe quello di vivere chiusa in solitaria in una cucina, senza dover parlare con nessuno o forse, meglio ancora,  in una comunità hippy a farmi di canne dalla mattina alla sera...circondata da persone rilassate che non si avvelenano la vita per stronzate.
E con questa massima vi lascio il mio pane, che mi dà tante soddisfazioni soprattutto da quando ho il lievito centenario di Giulia che non fallisce un colpo.
Ho scelto la farina di castagne come "omaggio" ai racconti di mia nonna.
Da moglie di partigiano gli anni della guerra furono piuttosto difficili e nei suoi ricordi spesso comparivano le castagne in sostituzione di quello che non c'era...purtroppo ai giorni nostri stanno diventando una rarità; questo pane in un qualche modo le ricorda, mi riporta indietro e spero che lo stesso scateni in voi.



Ingredienti:

250 g di farina di grano tenero W170
250 g di farina di grano tenero W 240-260
100 g di farina di castagne
400 ml di acqua
200 g di lievito madre rinfrescato
1 pugno di uvetta del Cile ammollata
1 pugno di uvetta sultanina ammollata
1 pugno di pinoli (un sacco di pugni!)
30-40 ml di olio extra vergine di oliva
rosmarino
13 g di sale fino




Sciogliere il lievito madre nell'acqua in una ciotola. Aggiungere le farine e girare con una spatola per far assorbire tutta l'acqua. Lasciar riposare per qualche minuto.
Cospargere di sale e lasciar riposare per una ventina di minuti.
Nel frattempo scaldare l'olio, senza portarlo ad ebollizione, e gettarvi una manciata di aghi di rosmarino. Lasciare sul fuoco per qualche minuto e far raffreddare. 
Filtrare l'olio e versarlo sull'impasto iniziando a fare delle pieghe in ciotola (vedi qui). 
Ho ripetuto l'operazione tre volte ad intervalli di 20 minuti. Prima di mettere in frigorifero ho aggiunto i due tipi di uvetta e i pinoli, ho fatto un altro giro di pieghe, ho coperto con della pellicola e messo in frigorifero fino al giorno successivo.
Dopo aver tolto l'impasto dal frigo riportarlo a temperatura ambiente per 2-3 ore.
Ho cotto il pane nel barbecue esterno. Prima l'ho portato a temperatura (270°) posizionando all'interno la pentola di ghisa in cui andrà cotto il pane.
Rovesciare l'impasto su della carta forno, spolverizzarlo di farina e procedere con delle incisioni con l'aiuto di un coltellino affilato. Posizionare il tutto nella pentola, chiudere col coperchio, richiudere il barbecue e abbassare la temperatura a 210°.
Lasciar cuocere senza mai aprire per un'ora.


Vorrei ringraziare Pat di Pandipane da cui imparo ogni giorno qualcosa!
Invece l'ispirazione è venuta da qui.



Con questa ricetta partecipo al contest promosso dall'AIFB categoria Pane.