lunedì 17 giugno 2013

Occhi di bue al tè per il vegetal monday

Non capisco cosa cavolo ho: sarà la stanchezza accumulata, il tempo che ha fatto su e giù, ma mi sento una "chiavica" (come si dice qui a Roma, anche se non si dovrebbe dire...). 
Qualsiasi gesto mi costa una fatica abnorme...il giardino che è stato sempre il mio rifugio mi spaventa...forse sono invecchiata tutto insieme?? Ma non ho ancora l'età per usarla come giustificazione! 
Ieri mi sono sentita male dopo aver corso...oggi voglia di andare in piscina a nuotare: nulla!
...raffreddore, voce a zero...uffa che barba, uffa che noia!!
Non sono un tipo lamentoso, ma mi sto calando alla perfezione nel personaggio...ciondolando nervosa per casa, grugnendo alle richieste dei figli, sforzandomi di sorridergli per fargli capire che sotto l'ammasso di carne che vagola senza meta c'è ancora la loro mamma...passerà...
Anche il blog è stato messo un po' da parte...più che lui ho sospeso tutte le visite ai blog amici...in questo caso credo che la colpa sia nella minor voglia di stare in cucina, ma questo credo sia normale visto l'arrivo del caldo...anche stare al pc non mi sconquinfera...poi coi piccoli dentro casa devo dare il buon esempio: non possono loro, non posso io...rimedierò...
Insomma mi affido al futuro e per oggi una una ricetta veloce per il vegetal monday e per un contest amico...cri


Pasta frolla al tè.

250 g farina 00
125 g zucchero di canna
1 cucchiaio di amido di mais
60 g olio d'oliva
1 pizzico di sale
1 bustina di tè nero tipo Ruhunu
latte di soia

Per farcire marmellata di pesche home made.

Per decorare zucchero a velo

Disporre la farina a fontana. Aggiungervi lo zucchero, il sale, l'amido e il contenuto della bustina di tè.
Iniziare a lavorare aggiungendo l'olio. Se il composto dovesse risultare troppo duro aggiungere del latte di soia. Deve avere la stessa consistenza della pasta frolla classica.
Lasciare riposare una mezzora in frigorifero in un piatto coperto con un telo.
Stendere la pasta e con l'aiuto di un bicchiere ottenere dei tondi. Ottenuto un numero pari, ad una metà, con l'aiuto di una tazzina, eliminare il centro. Cuocere a 180° fino a doratura.
Lasciar raffreddare.
Stendere sul tondo la marmellata, disporvi l'anello e cospargere di zucchero a velo.





Con questa ricetta partecipo al contest di Floriana....



...e alla raccolta della Capra.

martedì 11 giugno 2013

Fettuccine all'uovo agli asparagi con asparagi (perdonate il repeat) e seppioline

Primo giorno...o meglio: prime ore di mare!!
Mi son regalata una fuga a quattro: prelevati i bimbi da scuola di corsa al mare...benché il tempo non fosse il massimo (in spiaggia la bora triestina sembrava aver traslocato), me la son goduta! 
Bianchi come vermi...incuranti del freddo abbiamo fatto il primo castello e una lunga passeggiata sulla spiaggia deserta a caccia di qualche tesoro (carcasse di granchi che proprio ora ricordo di aver lasciato in macchina: non voglio pensare a domattina!)...sono stata proprio bene.
Loro stanchi morti son crollati, anche se un po' euforici all'idea di domani...
Queste fettuccine son nate dall'idea di sfruttare gli ultimi asparagi mettendoli sia nella pasta che nel condimento...esperimento riuscito! Notte Cri




Per la pasta:

300g di farina di grano tenero
3 uova medie
1/2 cucchiaino di sale
40 g di purea di asparagi

Per il condimento:

1 mazzo di asparagi
1 cipolla fresca
400 g di seppie pulite
sale
olio d'oliva

Preparare la pasta. Far la fontana con la farina. Rompere le uova al centro, aggiungere il sale e la purea di asparagi. Iniziare a lavorare, partendo dal centro, con la forchetta. Proseguire impastando con le mani. Se il composto dovesse risultare troppo liquido a causa degli asparagi, aggiungere della farina.
Dopo aver ottenuto una palla liscia e senza grumi, far riposare coperto da un canovaccio per almeno mezzora.

Una volta pronta la pasta, stenderla con l'apposita macchina, spolverizzare con farina di semola ed ottenere le fettuccine con lo strumento adatto (a mano non son capace)

Per il condimento.
Stufare la cipolla in due cucchiai d'olio. Una volta che risulterà morbida aggiungervi gli asparagi tagliati a tocchetti. Alzare il fuoco, aggiungere le seppie tagliate a listarelle. Sfumare con del vino bianco. Far cuocere per circa 15 minuti. Aggiustare di sale.
Portare a bollore dell'acqua, farvi cuocere la pasta. Scolare, tenendo da parte poca acqua di cottura e ripassare in padella con gli asparagi e le seppie.




lunedì 10 giugno 2013

Tartare ai frutti rossi con sorpresa...

Allo scadere della giornata nuova ricetta veloce per la raccolta della Capra e per il contest di Alice e  Ellen, il cui blog mi ha fatto sempre simpatia, sia per il modo in cui scrivono sia per le ricette che presentano...tanto che l'esser celiaci con loro non sembra essere un problema.
La Capra penserà che non ho grandi doti d'intelletto, visto che da quando partecipo al vegetal monday avrò indovinato ben poche ricette: ogni volta per un motivo o per l'altro "inquino" il piatto con qualcosa di origine animale...ne chiedo pubblicamente scusa: rispetto chi ha fatto una scelta così drastica e mi dispiace passare per superficiale...cercherò di fare più attenzione!
Oggi per andar sul sicuro ho scelto pochi ingredienti e sicuramente vegan free...buonanotte cri.


Per una persona:

1 cucchiaio di ribes (del giardino: so' soddisfazioni!!)
1 cucchiaio di fragoline di bosco (vedi sopra!)
4 ciliegie
1 pomodoro datterino
2 foglie di basilico
mezzo cucchiaino di zucchero di canna
qualche lamella di mandorla


Tagliare in microcubetti il tutto, cospargere con lo zucchero, amalgamare con le mandorle...ed è fatta!!
Uno sfizio leggero e poco faticoso!


Con questa ricetta partecipo al contest di Paneamoreceliachia....


...e alla raccolta della Capra

sabato 8 giugno 2013

Torte per i piccoli mostri: Peppa e Kitty pic nic e Ragno "pirata"

...questo "finale di stagione" mi sta provocando un decadimento fisico e psichico...non vedo l'ora che finisca la scuola. Ci son due filoni di mamme: quelle che, lavorando, giustamente vorrebbero che la scuola andasse avanti ad oltranza e quelle, come me, il cui unico scopo è arrivare alle vacanze estive: niente accompagni, niente orari, niente corse...
Nella miriade di feste di fine anno mi ci son messa anch'io a rompere gli zebedei...per i due piccoli mega party...Avevo stilato un menu ricchissimo che col passare della nottata (quella precedente all'"evento") si è ridotto drasticamente...fortunatamente è filato tutto liscio a parte il rischio sincope per molti bimbi visto l'arrivo improvviso del tanto agognato caldo.
Come scritto altre volte, mi piace un sacco vedere i bambini giocare tra loro: intuire le diversità e osservare le loro dinamiche...ci sono quelli in cui è già chiaro cosa diventeranno da adulti con lo sguardo fiero e sicuro, quelli ancora "bambini"...in cui non si riesce ad intravedere l'adulto che sarà, quelli puntigliosi, quelli allegri e quelli piagnoni, quelli precisi e le "mezze bestie"...la stessa cosa  la faccio spesso e volentieri quando ho di fronte un adulto: cerco di immaginare come potesse essere da bambino...
Due festeggiati, due torte...colpevoli del grande taglio al menu...
Pan di spagna farcito con ganache al cioccolato...buon sabato caldo! Cri


Pan di spagna:

15 uova
450 g di zucchero semolato
550 g di farina 00
1 pizzico di sale

Montare le uova con lo zucchero e il sale fino ad ottenere un composto spumoso.
Aggiungere la farina setacciata senza far smontare il composto. In uno stampo per 25/30 minuti a 180°




Per la ganache al cioccolato

1 kg di cioccolato fondente
1 l di panna da montare

Tritare il cioccolato. Scaldare la panna ad 80°. Versarla sopra al cioccolato, far riposare per 3-4 minuti dopodiché mescolare. Far riposar in frigorifero per un paio d'ore, versare in planetaria con frusta e montare.

Per il tutorial del ragno vedere qui.

martedì 4 giugno 2013

Eclair alla quasi Santin...


Quando ho visto il contest di Vale e Monica ho pensato: anch'io!!! 
Certo che mettersi a giocare con le ricette di Santin fa salire un po' d'ansia da prestazione...ma anche no: non è uno di quegli chef che "se la tira"....mi sa di buono ( vuol esser un complimento)! 
E soprattutto quello che gli invidio è la calma ai fornelli...
Per la preparazione di queste éclairs mi è venuto da ridere: volendo riprodurre la sua calma e precisione dei gesti mi son preparata tutte le ciotoline stile vero chef...ovviamente nel momento clou del dover girare la pasta choux il cucchiaio era scomparso, la presina pure....la scena si è trasformata con me che tenevo la pentola con la maglietta e una forchetta per girare...vabbè: come ho scritto nell'altro post per me la natura non ha predisposto un indole precisa...
Varianti? Solo l'utilizzo dello zucchero fondente invece delle mandorle a scaglie....mio marito pensando di farmi cosa gradita ha acquistato 15 kg del suddetto credendo fosse pasta di zucchero...in qualche modo devo consumarlo.
Avevo immaginato una piramide perfetta...è venuta fuori una catasta disordinata...ma sono state spazzolate nel giro di un attimo...Cri
P.S. Una precisazione: la ricetta, come più volte sottolineato da Santin, è di Ugo Alciati..




Cosa serve:

210 ml di acqua
170 g di uova
90 g di margarina
90 g di farina
una punta di lievito in polvere
sale
youghurt bianco
250 ml di panna da montare
1 baccello di vaniglia
1 cucchiaio di zucchero al velo
frutti di bosco assortiti
zucchero fondente
coloranti

Mettere l'acqua sul fuoco con un pizzico di sale. Ungere una teglia con della margarina ed accendere il forno a 190°
Unire la margarina all'acqua, farla sciogliere. Una volta sciolta aggiungere la farina a pioggia e girare con la frusta. Togliere dal fuoco. Rimettere sul fuoco e continuare a girare col famoso cucchiaio di legno fino a quando l'impasto non si staccherà dalla pentola. Trasferire in planetaria e far raffreddare per evitare che aggiungendo le uova queste si cuociano.
Quando l'impasto si sarà intiepidito iniziare a lavorare con la foglie ed iniziare ad aggiungere le uova: una alla volta. Precisazione: attenzione con le uova...aggiungerne fino a quando il composto non risulterà ben elastico. Dopo il secondo uovo aggiungere la punta di lievito.


Con la sac a poche e la bocchetta liscia realizzare dei salsicciotti di pasta. In forno fino a quando non saranno dorati.
Farli raffreddare.
Nel frattempo preparare la chantilly facendo montare la panna assieme allo zucchero a velo e ai semi della bacca di vaniglia. Lavare ed asciugare i frutti di bosco.
Tagliare a metà le éclairs.
Preparare lo zucchero fondente. Farlo sciogliere a bagnomaria fino a che non raggiunge i 60° (non di più altrimenti quando si asciuga si screpola). Colorarlo con una goccia di colorante (ho usato il rosso per ottenere il rosa).
Far asciugare.
Tagliare l'écair a metà, mettervi un cucchiaino di yoghurt e della chantilly con la sac a poche con la bocchetta grande rigata. Decorare coi frutti di bosco...





Con questa ricetta partecipo al contest di Vale e Monica



Con la gentile collaborazione di Eleonora del negozio Peroni...dove ho sempre trovato tutto quello che mi serve...ogni tanto provo a dire: "Dai: fino in Prati non ho voglia"....alla fine giro doppio: in zona da me dove non trovo quello che cerco...e in Prati...dove c'è tutto!!

lunedì 3 giugno 2013

....no: ma poteresti preparare....invece mafaldine al pesto di primavera...


Ogni volta che invito gente si ripete il solito siparietto...
Preparo il mio bel menu con allegata lista della spesa, che immancabilmente viene lasciata a casa (vorrei essere una donna precisa, ma la natura per me ha deciso altro), inizio a cucinare ( di solito sempre in notturna) e mio marito con aria vaga si appropinqua...mi guarda...prende qualcosa da mangiare e poi, con l'aria più innocente possibile, se ne esce con:
"Cosa prevede il menu per domani?"
Risposta, con tutta la dolcezza che è in me (poca...moooolto poca): " Questo, quest'altro e quest'altro ancora...".
Lui: "Ah" (nel senso di "Ah :peccato!)
Io (con l'insofferenza che monta): "Avevi voglia di altro?"
Lui: "No...ma potresti fare una pasta con due pomodori e un pò di cozze..." (sempre loro).
Io: " Mi dispiace tesoro ma in realtà ho già iniziato a cucinare, ho fatto la spesa..."( tutto con un tono piuttosto acido)
Lui: "Allora perchè me lo chiedi?"...e se ne va offeso...e, a dirla tutta, non fa una piega...
Sostiene che la mia cucina sia troppo femminile...ma, io, femmina sono: che posso farci??? Cri 

  

Ricetta "rubata" da Sale e Pepe di maggio con qualche modifica.

600 g di pasta tipo "mafalde"
300 g di zucchine romanesche (la versione originale prevedeva quelle novelle piccoline)
40 g di pistacchi
25 g di parmigiano reggiano
un mazzetto di basilico
1 cucchiaio di curcuma (la versione originale prevedeva lo zafferano)
sale
olio d'oliva


Avendo dell zucchine di dimensioni piuttosto grandi le ho fatte cuocere al vapore per 4-5 minuti.
Poi le ho passate nel mixer con i pistacchi, il parmigiano, la curcuma e il basilico.
Aggiungere lentamente circa 6 cucchiai d'olio fino ad ottenere un pesto omogeneo. Aggiustare di sale.
Portare a bollorela pasta, cuocerela al dente e condire col pesto. Guarinire col basilico e i pistacchi in granella (non ho fatto in tempo e li ho lasciati interi...).
Per me non stonerebbe un pò di scorza di limone grattugiata.

Con questa ricetta avrei voluto partecipare alla raccolta de La cucina della Capra ma anche questa volta ho sbagliato su un ingrediente: il parmigiano! Chiedo venia a tutti i vegani...

martedì 28 maggio 2013

Last but not least...taieddhra romana

Difficile scrivere un post quando si è stanchi morti...
Son partita dal baccalà a cui ho aggiunto scarola e ceci, due ingredienti ben presenti nella cucina romana. Entrata nello spirito dell'MTC ho fatto una mini ricerca sul come il baccalà fosse arrivato a Roma e santa Wikipedia mi è venuta in soccorso:" la versione più diffusa dei fatti sostiene che nel 1432 la spedizione agli ordini del capitano veneziano Pietro Querini naufragò in Norvegia.  Per sopravvivere l'equipaggio superstite imparò a nutrirsi di questi grossi pesci, venendo ben presto in contatto con le popolazioni locali. Rientrando a casa il capitano Querini portò gli stoccafissi, che nel Triveneto e negli
altri territori un tempo appartenenti ala Serenissima sono chiamati bacalà. Agli inizi del '500 risale l'importazione del merluzzo secco in Calabria."
Da Venezia probabilmente qualche mercante ebreo in viaggio portò il baccalà con se e questo pescione divenne a pieno titolo piatto della nostra tradizione arricchito da uvetta e pinoli importati dall'Oriente...
Questo è il bello della cucina: il meticciato che si può trovare in ogni ricetta...l'agrodolce del baccalà iberico trasformato nelle sarde in saor veneziane, l'impade, biscotti dolci ripieni, quasi sicuramente derivanti dalle emapanadas portoghesi e, sempre per restare in ambito giudaico (vista la forte influenza che ha avuto nella cucina di casa mia), l'elaborazione di nuove ricette proprio per adattarsi alle situazioni: le alici per rispettare le direttive del papato che aveva deciso che il pesce destinato alle mense ebree dovesse esser quello azzurro (1661), l'invenzione del brodo di pesce per la vicinanza al porto del Tevere, la scoperta e l'elaborazione del mio amato "quinto quarto"...
...la ricerchina è finita....Cristian (che, secondo me, rimpiange amaramente di aver partecipato alla sfida precedente) aveva posto un veto nell'utilizzo dei legumi...ho disobbedito...ma li ho polverizzati, nella speranza si notassero meno...
Un'ultima nota, a mio sfavore: le cozze, con il loro liquido, danno un qualcosa in più al piatto che nessun brodo di pesce riesce a sostituire...notte Cri.



600 g di baccalà ammollato
350 g di ceci lessati
mezzo cespo di scarola
250 g riso Roma
olio d'oliva
sale
50 g pecorino
2 patate medie
1 cipolla rossa
prezzemolo
sale
Per il brodo: lische e pelle del baccalà, 1 cipolla, 1 costa di sedano, 1 carota, prezzemolo, foglia di alloro, sale.

Preparare il brodo. Fare un soffritto con olio d'oliva, cipolla, sedano, carota, prezzemolo e alloro. Aggiungervi il pesce e acqua. Salare (poco che con il baccalà non si scherza) e lasciar sobbollire per circa un'ora.

Accendere il forno a 200°.
Asciugare i ceci. Tritare il prezzemolo. Passare i ceci ne prezzemolo e metterli in forno con un filo d'olio fino a quando non risulteranno abbrustoliti.
Tagliare le patate e la cipolla  in fettine sottili. Lavare e tagliare in listarelle la scarola. Tritare i ceci.
Iniziare a comporre la taieddrha: un filo d'olio d'oliva, uno strato di patate, uno di cipolle, la scarola. Sciacquare velocemente il riso sotto l'acqua e farne uno strato sottile, aggiungere il baccalà tagliato in fettine, la polvere di ceci ed una manciata di pecorino. Continuare così fino ad esaurimento ingredienti. Coprire col bordo di pesce. In forno a 160° per circa un'ora...notte a tutti!






Con questa ricetta aprtecipo all'MTC di maggio.